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Assegnazione della reliquia di Santa Rita

Cinque anni fa, durante un pellegrinaggio a Roccaporena, alcuni genitori orfani dei loro figli ed aderenti all'associazione Casagrande Il Nespolo, gettando un biglietto di preghiera nel luogo ove Santa Rita si ritirava in raccoglimento, espressero il desiderio di avere la reliquia della Santa.

La reliquia di Santa Rita

Il Destino ha voluto che, dall'estrazione a sorte presieduta dal rettore Mons. Dino Pallucchi tra tutte le comunità e parrocchie che ne avevano fatto richiesta, la nostra associazione sia stata prescelta per conservare e venerare la reliquia di Santa Rita per un intero anno, da giugno 2010 a giugno 2011

La materiale consegna della reliquia è avvenuta nel contesto della Festa delle Rose e delle Rite che ha avuto luogo a Roccaporena dal 2 al 27 giugno 2010, allorchè Mons. Renato Boccardo (Arcivescovo di Spoleto e Norcia) l'ha consegnata a don Placido Bevinetto affinchè la conservasse e la facesse venerare nella chiesa della Madonna di Livorno (con il placet del Vescovo della città).

La nostra associazione ha ricevuto dalla comunità di Cascia
la possibilità di tenere la reliquia di SANTA RITA per un anno dal 27 giugno 2010 al 19 giugno 2011.

Adriana Rindi durante il discorso per la consegna della reliquia

L'arcivescovo di Spoleto e Norcia, Mons. Renato Boccardo, ha consegnato la reliquia a don Placido Bevinetto, parroco della chiesa della Madonna di Livorno, durante una cerimonia che è avvenuta il 27 giugno nel contesto della Festa delle Rose e delle Rite a Roccaporena.

LA RELIQUIA è' STATA CUSTODITA PRESSO LA CHIESA DELLA MADONNA, VIA DELLA MADONNA A LIVORNO

Il 19 giugno 2011, a Roccaporena si è tenuta la funzione di riconsegna della reliquia, che ha portato un gruppo di nostri volontari a partecipare consegnando alla Basilica di Roccaporena uno stendardo con l'immagine di Santa Rita con le date dell'assegnazione e della riconsegna, con la frase "In ricordo di Alessia e di tutti i figli nella luce".

Adriana Rindi accanto alla reliquia e allo stendardo

La chiesa nella quale è custodito il nostro stendardo

INFORMAZIONI SU SANTA RITA 

Santa Rita nacque nel 1381 e morì il 22 maggio 1457. Queste due date tradizionali vennero accettate dal papa Leone XIII quando la proclamò Santa il 24 maggio 1900.

Rita, figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, nacque a Roccaporena (circa 5 chilometri da Cascia) e fu battezzata a Cascia con il nome di Margherita. I genitori erano pacieri di Cristo nelle lotte politiche e familiari fra guelfi e ghibellini; diedero il meglio di sè nell'educazione di Rita, insegnandole anche a leggere e scrivere.
Verso i sedici anni Rita sposò Paolo di Ferdinando Mancini, giovane ben disposto, ma “risentito”; ben presto ebbe due figli maschi. Con una vita semplice, ricca di preghiera e di virtù, tutta dedita alla famiglia, ella aiutò il marito a convertirsi e a condurre una vita onesta e laboriosa. La sua esistenza di sposa e di mamma fu sconvolta dall'assassinio del marito, vittima dell'odio tra le fazioni.
Rita riuscì ad essere coerente con il Vangelo, perdonando pienamente, come Gesù, chi le stava procurando tanto dolore. I figli, invece, influenzati dall'ambiente e dai parenti erano tentati dalla vendetta. La mamma, per evitare che si rovinassero umanamente e spiritualmente, chiese a Dio piuttosto la loro morte che saperli macchiati di sangue; entrambi morirono di malattia in giovane età.

Rita, vedova e sola, pacificò gli animi e riconciliò le famiglie con la forza della preghiera e dell'amore; quindi potè entrare nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena a Cascia, ove visse per quarant'anni, servendo Dio ed il prossimo con una generosità gioiosa e attenta ai drammi del suo ambiente e della Chiesa del suo tempo.
Negli ultimi quindici anni Rita ebbe sulla fronte la stigmata di una delle spine di Cristo, completando così nella sua carne i patimenti di Gesù.
Fu venerata come santa subito dopo la sua morte come è attestato dal sarcofago ligneo e dal Codex Miraculorum, documenti che sono entrambi del 1457.
Le sue ossa dal 18 maggio 1947 riposano nel Santuario nell'urna di argento di cristallo eseguita nel 1930. Recenti ricognizioni mediche hanno affermato che sulla fronte a sinistra vi sono tracce di una piaga ossea aperta (osteomielite). Il piede destro ha segni di una malattia sofferta negli ultimi anni, forse una sciatalgia, mentre la sua statura era di cm 157. Il viso e le mani ed i piedi sono mummificati, mentre sotto l'abito di suora agostiniana vi è l'intero scheletro.